L’evoluzione della riscossione locale: strategie, criticità e prospettive future per i Comuni italiani
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Resoconto dell’indagine sulla fiscalità locale presentata da IFEL il 10 dicembre 2024
Il 10 dicembre scorso, presso la sede della Società Dante Alighieri a Roma, si è svolto il convegno “La Riscossione del Comuni Italiani: sfide attuali e prospettive future” organizzato dalla Fondazione IFEL proprio per approfondire il tema della riscossione dei tributi locali, un evento che ha segnato un momento di riflessione approfondita sulle sfide e sulle prospettive future della fiscalità comunale.
Durante l’incontro, è stato presentato il rapporto “Indagine conoscitiva sullo stato della fiscalità locale e sui modelli organizzativi per la gestione delle entrate“, un documento che raccoglie i risultati di un’attenta analisi condotta negli ultimi anni con l’obiettivo di valutare le dinamiche di riscossione e individuare le strategie più efficaci per ottimizzare la gestione delle entrate comunali.
Il punto di partenza dell’indagine è stata la consapevolezza che, negli ultimi anni, la riscossione dei tributi locali ha incontrato numerose difficoltà, dovute sia a fattori normativi che a ostacoli di natura organizzativa. IFEL ha dunque deciso di affiancare alle tradizionali analisi sui dati di bilancio una ricerca più dettagliata, basata su informazioni dirette raccolte dai Comuni italiani attraverso un questionario mirato.
Grazie a questo approccio, il rapporto non si limita a fotografare la situazione attuale, ma offre una lettura più approfondita delle problematiche incontrate dagli enti locali e delle possibili soluzioni adottabili.
Uno degli aspetti centrali emersi dall’analisi riguarda la gestione delle diverse tipologie di entrate comunali, con particolare riferimento all’IMU, alla TARI, al Canone Unico Patrimoniale e alle sanzioni derivanti da violazioni del codice della strada.
Dallo studio si evince come l’IMU rappresenti l’imposta con il tasso di riscossione più elevato, con una media del 92,4%, seguita dalla TARI con un tasso dell’84,1%, mentre il Canone Unico Patrimoniale e le sanzioni per violazioni stradali si attestano su livelli più bassi, rispettivamente all’83% e al 71,6%.
Questa differenziazione nei tassi di riscossione rivela come il legame tra il tributo e il bene tassato incida significativamente sulla probabilità di incasso. Infatti, le imposte legate agli immobili tendono a garantire una maggiore stabilità delle entrate rispetto a quelle relative ai servizi o alle sanzioni amministrative, il cui recupero risulta spesso più complesso.
Un altro elemento chiave del rapporto presentato riguarda la distribuzione geografica dell’efficacia della riscossione, evidenziando come i Comuni del Nord Italia presentino mediamente una capacità di incasso più elevata rispetto a quelli del Sud.
Questo fenomeno trova spiegazione sia in fattori economici, come la maggiore solidità finanziaria delle imprese e delle famiglie settentrionali, sia in aspetti organizzativi, come una migliore strutturazione degli uffici tributi e un utilizzo più avanzato delle tecnologie per la gestione delle entrate. Al contrario, nelle regioni meridionali, le difficoltà nella riscossione si accentuano soprattutto nella fase coattiva, che risulta meno efficace a causa di una minore disponibilità di strumenti di recupero e di un contesto economico più fragile.
Questo divario si riflette anche nei livelli di evasione e morosità, che tendono a essere più elevati nei contesti in cui il controllo sulle entrate risulta meno stringente.
In particolare i dati raccolti indicano che i Comuni delle regioni settentrionali riescono a incassare oltre il 90% delle somme accertate, mentre nelle regioni del Sud e nelle Isole si scende spesso sotto l’80%, con punte di criticità che raggiungono livelli ben più bassi in alcune aree specifiche.
L’analisi ha approfondito poi in maniera molto dettagliata le diverse modalità di gestione della riscossione, evidenziando come la scelta tra gestione diretta, affidamento a concessionari privati o utilizzo dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione influisca sensibilmente sulle performance di incasso.
In particolare, l’affidamento della riscossione ai concessionari privati ha dimostrato di offrire i migliori risultati in termini di efficacia rispetto alle altre, con un incremento della riscossione coattiva superiore all’11%.
Questo risultato è attribuibile all’esperienza e agli strumenti specialistici impiegati da questi operatori, che permettono una maggiore incisività nelle attività di recupero crediti.
L’affidamento all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, pur garantendo un miglioramento delle percentuali di riscossione rispetto ai risultati riscontrati in epoche precedenti, pari a circa il 7%, ha mostrato comunque risultati molto più contenuti rispetto ai concessionari privati.
L’indagine ha inoltre analizzato poi le performance della gestione diretta, la quale, sebbene meno performante in assoluto rispetto ai modelli esternalizzati, ha curiosamente evidenziato un’efficacia variabile a seconda della dimensione dell’ente locale.
I Comuni con meno di 1.000 abitanti infatti hanno mostrato tassi di incasso spontaneo più elevati, attribuibili a un rapporto più diretto con i contribuenti oltre ovviamente ad una minore complessità amministrativa che sotto questo profilo li rende evidentemente più efficaci rispetto agli Enti di grandi dimensioni.
Al contrario, le grandi città con oltre 100.000 abitanti hanno registrato una minore efficacia nella riscossione spontanea, compensata però da una maggiore capacità di attivare procedure di recupero coattivo, spesso supportate da strumenti tecnologici avanzati.
La soluzione che ha dimostrato un equilibrio ottimale è quella adottata dai Comuni di medie dimensioni, tra i 5.000 e i 20.000 abitanti, che riescono a mantenere buoni livelli di riscossione spontanea e, allo stesso tempo, attivare processi di recupero efficaci, con un uso più razionale delle risorse disponibili.
Per comprendere a fondo le dinamiche della riscossione, il rapporto analizza anche l’impatto della dotazione organica degli enti locali e il livello di digitalizzazione dei processi di riscossione.
Un elemento chiave emerso sotto questo aspetto è che i Comuni che dispongono di un numero adeguato di personale qualificato tendono a ottenere risultati migliori in termini di incasso, soprattutto per quanto riguarda la riscossione coattiva.
L’automazione e l’integrazione delle banche dati comunali con sistemi informatici avanzati si sono rivelati strumenti essenziali per il miglioramento dell’efficacia dell’attività di riscossione, in particolare nella fase di accertamento e notifica degli atti.
Tuttavia, l’efficacia delle nuove tecnologie e della disponibilità di banche dati da incrociare è strettamente legata alla presenza di personale adeguatamente formato e specializzato nella gestione della riscossione.
Questo aspetto rappresenta una delle principali criticità per i Comuni, che spesso si trovano in difficoltà a causa della carenza di personale qualificato e delle rigidità normative che limitano le possibilità di assunzione di nuove risorse. Di conseguenza, l’automazione dei processi e l’uso di strumenti informatici avanzati rischiano di non essere sfruttati appieno, riducendo l’efficacia delle operazioni di riscossione e il controllo sulle entrate locali.
La scarsità di risorse umane qualificate spinge molte amministrazioni comunali a rivolgersi sempre più frequentemente a concessionari privati per la gestione della riscossione.
Questa scelta, che si caratterizza per l’esperienza consolidata e l’utilizzo di strumenti tecnologicamente avanzati da parte degli operatori privati, ha dimostrato di offrire risultati superiori rispetto sia alla gestione diretta da parte dei Comuni sia all’affidamento al riscossore nazionale.
In virtù della crescente necessità di migliorare l’efficienza nella riscossione e delle limitazioni imposte dalla carenza di personale comunale, è prevedibile che l’affidamento a concessionari privati diventi nel prossimo futuro la soluzione più diffusa tra gli enti locali italiani.
In conclusione, l’indagine IFEL suggerisce che il futuro della riscossione locale dipenderà da una maggiore integrazione tra enti locali e soggetti incaricati della riscossione, un miglioramento delle competenze del personale e un più ampio utilizzo delle tecnologie digitali per semplificare e rendere più efficiente la gestione delle entrate tributarie.
Solo attraverso un approccio coordinato e innovativo sarà possibile garantire la sostenibilità finanziaria degli enti locali e migliorare il rapporto tra amministrazione e contribuente.
Dott. Francesco Foglia