Convegno Pontremoli, 21 febbraio 2020

“Prime riflessioni sulla riscossione delle entrate locali mediante accertamento esecutivo, ai sensi della L. 160/19”

 

SOMMARIO: 

Parte Prima: §. 1 Premessa. §. 2 Il fondato pericolo per l’esito positivo della riscossione. §. 3 La riscossione dei cd. “oneri accessori” in caso di affidamento al soggetto preposto alla riscossione nazionale. §. 4 La riscossione dei cd. “oneri accessori” in caso di riscossione svolta dall’Ente locale o dal cd. “concessionario minore”.

Parte Seconda: §. 5 La dilazione di pagamento: raffronto tra la nuova normativa e l’art. 19 DPR 602/1973. §. 6 La dilazione di pagamento: problematiche di giurisdizione. §. 7 Le esenzioni in favore di enti locali e concessionari. 

 

  • . 1 Premessa

La Legge 27 dicembre 2019 n. 160 (“Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2020 e bilancio pluriennale per il triennio 2020-2022”), pubblicata in Gazzetta Ufficiale al n. 304 del 30 dicembre 2019, contiene una serie di rilevanti novità in materia di riscossione dei tributi e delle entrate locali.

Tra esse particolare rilievo assume l’introduzione dell’avviso di accertamento esecutivo, disciplinato dall’art. 1, comma 792, della predetta Legge secondo il modello di cui agli artt. 29 e 30 D.L. 31 maggio 2010 n. 78, convertito con modificazioni in Legge 30 luglio 2010 n. 122, ed applicabile agli atti emessi a partire dal 1° gennaio 2020, anche con riferimento ai rapporti pendenti a tale data, sia di carattere tributario, sia di carattere patrimoniale.

Tra le fattispecie peculiari di riscossione delle entrate locali mediante avviso di accertamento esecutivo, se ne individuano almeno tre di particolare rilievo.

La prima è costituita dalle situazioni in cui sia ravvisabile un “fondato pericolo per il positivo esito della riscossione” (art. 1, comma 792, lettera d), Legge 160/2019).

La seconda è rappresentata dalla disciplina di riscossione dei cd. oneri accessori”, ossia in particolare gli interessi di mora e i compensi di riscossione, i quali vengono regolati in maniera parzialmente diversa a seconda che la riscossione venga affidata all’agente nazionale della riscossione (in tal caso, trova applicazione l’art. 1, comma 792, lettera i), Legge 160/2019) oppure che la stessa sia gestita in proprio dall’ente locale o affidata ad uno dei soggetti di cui all’art. 52, comma 5, lettera b), D.lgs. 446/1997 (in tal caso, si applicano invece i commi 802 e 803 dell’art. 1 Legge 160/2019).

L’ultima fattispecie consiste infine nell’ipotesi in cui l’ente locale o il soggetto deputato alla riscossione conceda al contribuente una dilazione di pagamento, disciplinata ai commi da 796 a 801.

Occorre peraltro rilevare come la seconda e la terza delle fattispecie peculiari sopra menzionate riguardino non solo gli avvisi di accertamento esecutivi di cui all’art. 1, comma 792, Legge 160/2019, ma anche le ingiunzioni fiscali di cui al R.D. 639/910, che continuano a poter essere emesse sulla base degli avvisi di accertamento già notificati anteriormente all’entrata in vigore della nuova normativa.

Stabilisce infatti l’art. 1, comma 804, Legge 160/2019 che “Le disposizioni di cui ai commi da 794 a 803 si applicano anche in caso di emissione delle ingiunzioni previste dal testo unico di cui al regio decreto n. 639 del 1910 fino all’applicazione delle disposizioni di cui al comma 792”.

Si pensi agli avvisi di accertamento emessi per gli anni 2017, 2018, 2019, privi del carattere di esecutività di cui all’art. 1, comma 792, Legge 160/2019 ed in relazione ai quali, pertanto, il titolo esecutivo assume ancora la forma dell’ingiunzione fiscale ex R.D. 639/1910 (da notificare al contribuente, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo, ai sensi dell’art. 1, comma 163, Legge 296/2006).

In tali casi, è ancora consentita l’emissione dell’ingiunzione fiscale, alla quale l’art. 1, comma 804, Legge 160/2019 estende però le previsioni di cui ai commi 794 (limite minimo di Euro 10,00 per il titolo esecutivo), 795 (obbligo del sollecito di pagamento per il recupero di importi fino a 10.000 euro, con possibilità di avviare le procedure esecutive e cautelari solo in caso di mancato pagamento entro 30 giorni), 796-801 (dilazione di pagamento), 802 (interessi di mora) e 803 (oneri di riscossione e spese di notifica ed esecutive).

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