Riscossione: Le nuove regole di riordino del sistema nazionale in attuazione della Riforma fiscale.
Le novità introdotte dal D.Lgs. n. 110 del 29 luglio 2024.
La riforma della riscossione fiscale, delineata nel Decreto Legislativo n. 110 del 2024, rappresenta una delle componenti chiave della più ampia e ambiziosa Riforma Fiscale introdotta dal Governo italiano attraverso la Legge Delega n. 111 del 2023. Tale riforma si inserisce in un contesto generale e storico in cui il sistema tributario nazionale necessitava sicuramente di una profonda revisione strutturale.
L’obiettivo principale della riforma è dichiaratamente duplice: da un lato, la modernizzazione e l’efficienza della riscossione fiscale, dall’altro, la riduzione della quantità di crediti inesigibili, che hanno rappresentato per anni un fardello gravoso per l’amministrazione fiscale, rallentando l’efficacia del recupero delle somme dovute.
Il problema del magazzino dei crediti da riscuotere ha raggiunto, alla fine del 2023, proporzioni imponenti: oltre 1.206,6 miliardi di euro in cartelle esattoriali e avvisi di accertamento non riscossi, distribuiti su ben 163 milioni di ruoli. Un numero che ha coinvolto una platea di 22,4 milioni di contribuenti, di cui 3,5 milioni erano soggetti giuridici (società, fondazioni, enti) e 18,9 milioni persone fisiche.
Questa massa debitoria è indubbiamente la conseguenza di un sistema di riscossione inefficiente, che negli anni è si è dimostrato incapace di fronteggiare le difficoltà di recupero delle somme dovute, aggravato dalla presenza di numerosi crediti ormai irrecuperabili.
Già in occasione di Telefisco 2024, il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, aveva sottolineato con enfasi la gravità della situazione, evidenziando la necessità di riforme profonde e mirate per poter affrontare in modo sistemico e definitivo tali problematiche.
Il Decreto Legislativo n. 110/2024 si propone quindi di porre rimedio a questa situazione, introducendo una serie di modifiche normative e procedurali volte a ottimizzare i processi di riscossione e a razionalizzare l’approccio nei confronti dei crediti inesigibili.
In particolare, uno degli aspetti più significativi della riforma riguarda il rafforzamento della tempestività delle notifiche delle cartelle di pagamento.
Le nuove regole stabiliscono che tali cartelle debbano essere notificate entro un massimo di nove mesi dall’affidamento del carico all’Agenzia delle Entrate-Riscossione (Ader), riducendo così il rischio che i debiti si accumulino senza che il contribuente venga formalmente avvisato. Questa misura mira a prevenire il deterioramento della riscossione, evitando che passino lunghi periodi di tempo tra l’accertamento del debito e la notifica al contribuente.
Altra misura innovativa introdotta dal decreto è la discarica automatica dei crediti non riscossi entro cinque anni dall’affidamento del carico. Questa disposizione mira a eliminare dal bilancio dell’amministrazione fiscale quei crediti che, trascorsi cinque anni, risultano di fatto irrecuperabili. In altre parole, l’amministrazione non dovrà più gravare sui propri registri con somme che non è in grado di recuperare, liberando risorse amministrative e contabili che potranno essere meglio allocate in altre aree operative. Ciò consente anche una gestione più realistica del bilancio pubblico, in cui non figurano crediti puramente nominali ma si riflette la vera capacità di riscossione dell’amministrazione.
Un altro aspetto cruciale della riforma è la gestione dei crediti storici, ossia quei debiti iscritti a ruolo ormai da anni e considerati irrecuperabili a causa di situazioni particolari come la morte del debitore, la cessazione delle attività o la nullatenenza. Il decreto prevede la costituzione di una commissione speciale incaricata di esaminare tali crediti e di formulare proposte per la loro cancellazione. La cancellazione dei crediti storici sarà effettuata in più fasi temporali: la prima riguarda i carichi affidati dal 2000 al 2010, per i quali è prevista la cancellazione entro il 2025; la seconda fase si concentrerà sui crediti affidati dal 2011 al 2017, che saranno cancellati entro il 2027; infine, i carichi affidati dal 2018 al 2024 verranno esaminati entro il 2031. Questa scansione temporale permetterà una progressiva liberazione del “magazzino fiscale” dai crediti inesigibili, contribuendo a snellire il sistema della riscossione e a migliorare la trasparenza e l’efficienza dell’intero processo.
Parallelamente a queste misure, il Dlgs 110/2024 introduce la possibilità di compensazione volontaria tra i debiti iscritti a ruolo e i crediti d’imposta vantati dal contribuente. Qualora un contribuente sia destinatario di un rimborso fiscale superiore a 500 euro, l’Agenzia delle Entrate procederà a una verifica sulla sua situazione debitoria. In caso di debiti pendenti, sarà proposta al contribuente una compensazione volontaria, con la sospensione delle azioni di recupero per un periodo di 60 giorni, durante i quali il contribuente avrà la possibilità di accettare la compensazione o di rifiutarla. Questo strumento ha lo scopo di rendere più equilibrato e agevole il rapporto tra contribuente e amministrazione fiscale, evitando il ricorso a misure di recupero forzato che possono essere onerose e complesse, sia per l’amministrazione sia per i contribuenti stessi.
Sul fronte della rateizzazione dei debiti, la riforma introduce un’importante novità per i contribuenti in difficoltà economica. Sarà infatti possibile richiedere la dilazione dei pagamenti per un massimo di 120 rate mensili per debiti fino a 120.000 euro. Questa misura rappresenta un importante strumento di sostegno per i contribuenti, in particolare per le piccole imprese e i privati che, pur essendo in regola con il fisco, si trovano temporaneamente in difficoltà nel far fronte a un debito esattoriale. Per debiti superiori a 120.000 euro, sarà comunque possibile ottenere la rateizzazione, ma in base a una valutazione delle effettive capacità economiche del debitore. Questo approccio consente di evitare situazioni di insolvenza che potrebbero condurre al default, offrendo una soluzione praticabile per il contribuente e garantendo, al contempo, una continuità nel flusso di entrate per l’erario.
Un aspetto complementare, ma di grande importanza nella riforma della riscossione, è rappresentato dall’approvazione preliminare del Testo Unico in materia di versamenti e riscossione, un corpus normativo imponente, composto da 241 articoli suddivisi in 9 titoli.
Il Testo Unico mira a razionalizzare l’intero sistema della riscossione, armonizzando e consolidando la normativa vigente in un quadro giuridico chiaro e omogeneo. Attualmente, la materia della riscossione è regolata da un insieme frammentato di norme che spesso rende complessa e disomogenea l’applicazione pratica delle disposizioni fiscali. Mediante l’emanazione del Testo Unico il legislatore si è sicuramente prefisso l’obiettivo porre fine a questa frammentazione, offrendo una base normativa stabile e coerente, in grado di semplificare le operazioni di riscossione, sia per l’amministrazione fiscale sia per i contribuenti.
Le novità introdotte dal Testo Unico abbracciano l’intero ciclo della riscossione fiscale, dai versamenti spontanei ai rimborsi, fino alla riscossione coattiva e alla cooperazione internazionale per il recupero dei crediti fiscali. Inoltre, la nuova normativa punta a facilitare la gestione dei pagamenti da parte dei contribuenti, promuovendo un’interazione più trasparente e collaborativa tra fisco e contribuenti.
Le norme del Testo Unico rappresentano quindi un pilastro essenziale per la costruzione di un sistema fiscale più moderno, equo e in linea con le migliori pratiche internazionali.
In sintesi, la riforma della riscossione delineata dal Dlgs 110/2024 e completata dal Testo Unico sui versamenti e riscossione, segna un cambio di passo nella gestione del sistema fiscale italiano. L’obiettivo non è solo quello di migliorare la riscossione delle somme dovute, ma di costruire un rapporto più equo e sostenibile tra Stato e contribuenti.
La riduzione del magazzino fiscale, la compensazione volontaria, la rateizzazione agevolata e la semplificazione normativa sono tutte misure che, se attuate correttamente, potranno sicuramente contribuire a rendere il sistema fiscale più efficiente aiutando per certi versi lo stesso sviluppo economico dell’intero Paese.
Dott. Francesco Foglia